Il sapore della vittoria – Remember the Titans
Questo film racconta di una storia vera…
Lo stato della Virginia nel 1971 affronta l’integrazione razziale…le scuole aprono i battenti a bianchi e neri per la prima volta.
Anche la squadra di football della scuola subisce come imposizione quella di avere metà giocatori bianchi e metà giocatori neri; il vecchio coach Bill Yoast ( Will Patton) viene rimpiazzato dal coach di colore Herman Boone interpretato dal fantastico Denzel Washington con grande indignazione di tutti Bill Yoast accetta il ruolo marginale di vice allenatore pur di rimanere con i suoi ragazzi.
I giocatori si odiano e si disprezzano in campo e fuori dal campo.
Il coach Boone organizza un camp pre-campionato fuori dalla città per costringere giocatori bianchi e neri alla convivenza continua: a partire dal viaggio di andata nel quale obbliga tutti a sedersi accanto ad un compagno di viaggio di colore opposto al suo, alla formazione in campo, all’assegnazione dei posti letto rigorosamente misti.
Lo sforzo comune, le liti ed i sacrifici portano la squadra dei Titans a trovare giorno dopo giorno unione e rispetto reciproco.
I due capitani Gerry Bertier (leader dei bianchi) e Julius Campbell (leader dei neri) dopo tormentati litigi danno l’esempio e trascinano la squadra in una serie infinita di vittorie nel campionato unendo anche le tribune della tifoseria prima divise fra bianchi e neri.
I Titans vincono anche la partita che li porta in finale, ma durante i festeggiamenti organizzati da tutta la città Bartier ha un incidente in auto gravissimo.
La squadra sconvolta accorre all’ospedale dove apprendono la drammatica notizia che Gerry è paralizzato per sempre dalla vita in giù.
Julius fa irruzione nella stanza dell’ospedale e viene bloccato dalla infermiera la quale sostiene che solo i familiari possono entrare; Gerry le dice di farlo passare…perché è suo fratello.
Non ho altro da aggiungere, dovrei scrivere tutto il copione del film per dire ciò che mi ha colpito di più.
Ho visto gente con gli occhi lucidi alla fine del film….tutti quanti…anche chi non è propriamente tollerante nei confronti della gente di colore.

Una cosa che ho imparato dallo sport è che l’impegno e la dedizione di un atleta sono lo specchio della sua vita privata….chi nello sport molla di fronte alla prima difficoltà..al primo dolorino…alla prima delusione…molla anche nella vita privata.
Alessio Troilo
Bella recensione Alessio.
Io non ho mai visto il film.
Una mia opinione personale sul tuo pensiero finale.
Credo che sia vero anche il contrario….chi nella vita privata “molla” non si mette nemmeno a fare sport.
Nè altre attività che presuppongono un impegno PUBBLICO .
franca - febbraio 8, 2008 alle 1:52 pm |
è un grandissimo film, prodotto inaspettatamente dalla Walt Disney, un film di valori umani e di lealtà ed è ancora più bello sapendo che è una storia vera.
Marco Panattoni - febbraio 8, 2008 alle 5:16 pm |
è vero….chi nella vita molla uno sport non lo fa nemmeno…però c’è anche tanta gente che lo fa certe discipline solo per mode momentanee e perchè fa figo…ecco quelli hanno perso sia di qui che di la..
alessio1978 - febbraio 10, 2008 alle 10:40 pm |