silenzio in sala
la conoscenza rende liberi e il cinema

feb
18

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In questi giorni mi è capitato tra le mani il dvd del Cyrano de Bergerac

di Jean-Paul Rappeneau.

Con Gérard Depardieu, Jacques Weber, Anne Brochet, Vincent Perez.

Francia 1990.

Erano anni che non lo vedevo.

Film stupendo che ha ottenuto la Palma d’oro al Festival di Cannes e ben 5 nomination agli Oscar e un premio per i costumi .

Straordinaria l’interpretazione di Depardieu (con la voce di Oreste Rizzini nell’edizione italiana, curata da Oreste Lionello).

Il film è tutto in rima e va visto almeno un paio di volte per poter cogliere in pieno la musicalità dei versi e la straordinaria delicatezza della vicenda.

E’ fondalmentalmente la storia dell’amore di Cyrano per la cugina Roxanne. Amore che Cyrano crede impossibile a causa della deformità del suo gigantesco naso.

Amore che esprime alla cugina attraverso lettere d’amore che accetta di scrivere per il belloccio di cui Roxanne di invaghisce, Cristiano.Non racconterò oltre la trama per non rovinare il finale a chi lo volesse vedere per la prima volta.

Dirò solo che la scena finale è estremamente poetica ed emblematica. E’ una delle scene più intense del film.

wdep31.jpgL’interpretazione di Depardieu è titanica al pari della figura del Cyrano che sovrasta di gran lunga per forza fisica ed intelligenza il mediocre e insulso belloccio Vincent Perez ( la cui interpretazione è degna del ruolo rivestito nella parte di Cristiano ) .

Senza infamia e senza lode l’interpretazione della bella Roxanne.

Cyrano è un eroe puro intelligente, forte, spavaldo, gentile, poeta che incurante della propria felicità, si sacrifica per gli altri.

Lotta contro le ingiustizie e le prepotenze usando la forza fisica, l’intelligenza, la vitalità e l’arma dell’ironia.

Cyrano de Bergerac è una celebre opera teatrale pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand (1868-1918).

Savinien de Cyrano de Bergerac è un uomo realmente esistito, uno scrittore francese del 1600, autore eccentrico e stravagante di commedie, saggi , spadaccino formidabile, poeta, pensatore libero, alchimista ed esperto di esoterismo, morto nella miseria e nell’abbandono…

da wiki : Cyrano de Bergerac è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, scrittore e poeta in bolletta dalla irresistibile vitalità. Leggendaria la sua abilità con la spada, almeno quanto la sua passione per la poesia e per i giochi di parole, con i quali ama mettere in ridicolo i suoi nemici, sempre più numerosi grazie al suo carattere poco incline al compromesso e al suo disprezzo verso potenti e prepotenti.

A questo proposito segnalo la parte iniziale del film dove, con un lungo monologo, il guascone si descrive e con autoironia parla della propria deformità e la mitica battaglia contro i 100 nemici che sconfigge puntualmente uno per uno con la sua spada cavandosela con un solo graffio.

Un bellissimo film triste che non potete mancare di vedere.

Franca Corradini

 

 

 

feb
08

Questo film racconta di una storia vera…

Lo stato della Virginia nel 1971 affronta l’integrazione razziale…le scuole aprono i battenti a bianchi e neri per la prima volta.

Anche la squadra di football della scuola subisce come imposizione quella di avere metà giocatori bianchi e metà giocatori neri; il vecchio coach Bill Yoast ( Will Patton) viene rimpiazzato dal coach di colore Herman Boone interpretato dal fantastico Denzel Washington con grande indignazione di tutti Bill Yoast accetta il ruolo marginale di vice allenatore pur di rimanere con i suoi ragazzi.

I giocatori si odiano e si disprezzano in campo e fuori dal campo.

Il coach Boone organizza un camp pre-campionato fuori dalla città per costringere giocatori bianchi e neri alla convivenza continua: a partire dal viaggio di andata nel quale obbliga tutti a sedersi accanto ad un compagno di viaggio di colore opposto al suo, alla formazione in campo, all’assegnazione dei posti letto rigorosamente misti.

Lo sforzo comune, le liti ed i sacrifici portano la squadra dei Titans a trovare giorno dopo giorno unione e rispetto reciproco.

I due capitani Gerry Bertier (leader dei bianchi) e Julius Campbell (leader dei neri) dopo tormentati litigi danno l’esempio e trascinano la squadra in una serie infinita di vittorie nel campionato unendo anche le tribune della tifoseria prima divise fra bianchi e neri.

I Titans vincono anche la partita che li porta in finale, ma durante i festeggiamenti organizzati da tutta la città Bartier ha un incidente in auto gravissimo.

La squadra sconvolta accorre all’ospedale dove apprendono la drammatica notizia che Gerry è paralizzato per sempre dalla vita in giù.

Julius fa irruzione nella stanza dell’ospedale e viene bloccato dalla infermiera la quale sostiene che solo i familiari possono entrare; Gerry le dice di farlo passare…perché è suo fratello.

Non ho altro da aggiungere, dovrei scrivere tutto il copione del film per dire ciò che mi ha colpito di più.

Ho visto gente con gli occhi lucidi alla fine del film….tutti quanti…anche chi non è propriamente tollerante nei confronti della gente di colore.

Una cosa che ho imparato dallo sport è che l’impegno e la dedizione di un atleta sono lo specchio della sua vita privata….chi nello sport molla di fronte alla prima difficoltà..al primo dolorino…alla prima delusione…molla anche nella vita privata.

Alessio Troilo

gen
31

Faccio una cosa nuova.

parlo dei film che mi hanno insegnato a vivere con i valori che insegnavano, visto che anche le mie idee sulla vita e sulla politica derivano dai valori che ho appreso.Non aggiungerò commenti alla trama, quelli li lascio a voi, considero comunque questo film un esempio, io lo faccio vedere a tutti i miei allievi che vogliono salire sul ring, e nonostante il mio amore per Rocky, questo è il più grande film ed il più grande atto d’amore alla boxe ed a che cosa un pugile abbia nel cuore…..
Marco Panattoni
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il primo film è IL CAMPIONE, di Franco Zeffirelli, 1979, con John Voight, Faye Dunaway e Ricky Schroeder.
Nel Campione, il protagonista è Billy Flinn, un ex campione del mondo professionista di boxe.Billy era sposato con Annie, ed hanno avuto un bambino insieme.

Lei lo lascia senza preavviso prima del match, e lui per lo sconforto perde il match ed il titolo mondiale.

Il bambino è piccolissimo, Billy gli dice che la mamma è morta, e lo cresce lui. Billy lavora nel maneggio dell’ippodromo.

Il bambino non lo chiama “papà”, lo chiama “Champ”.

Billy non ha mai superato l’abbandono, ama ancora la moglie e si stordisce con l’alcool ed il gioco.

Un giorno al gioco vince un cavallo da corsa e lo regala a suo figlio.

Suo figlio fa gareggiare il cavallo all’ippodromo, e c’è tra il pubblico sua mamma, che sta insieme ad un medico ricchissimo ed è una ricca signora.

Il cavallo si fa male, e la madre vedendo Billy correre dal bambino, capisce che è suo figlio.
C’è un forte litigio con Billy, e lei gli dice che vuole dire al bambino di essere sua madre.

Billy dice no, poi essendo buono lascia che la moglie frequenti il figlio, e portandolo alla nave dove lei vive, si rende conto di non poter offrire al figlio lo stesso futuro dato dai soldi della madre e si sente umiliato.

Beve e perde ai dadi.

Il giorno dopo, quando l’usuraio cerca di portargli via il cavallo, si incazza e lo stende, assieme a due sbirri e finisce in galera.

la madre prende con sè il bambino mentre Billy è in carcere, ed in uno sfogo gli dice di essere sua mamma.

il bambino gli dice che non gli importa, che la sua mamma è morta e che lui vuole il champ….

Billy viene liberato, ed il bambino decide che vuole stare con lui, e che a sua mamma scriverà.

Billy decide di dare il tutto per tutto, e di tornare a combattere per dare al figlio un futuro migliore.

Il suo maestro gli dice che ha dei danni al cervello, e che combattere è pericoloso.

Billy gli dice di stargli vicino per quest’ultima volta.

Billy fa il match.

Lo vince.

La moglie si rende conto di amarlo ancora e corre verso lo spogliatoio.

Billy, per i danni al cervello ed i colpi presi, muore.

Muore nello spogliatoio, dicendo al figlio che “il champ vince sempre, alla fine….”

Marco Panattoni

gen
30

Il sesto giorno….un film di fantascienza uscito qualche anno fa ambientato in un fututo prossimo nel quale la scienza e la tecnologia sono arrivate a livelli altissimi…al punto di riuscire a clonare perfettamente l’essere umano.

Nel film Michael Druker e il Dott. Weir sono a capo di una società che clona esseri viventi ma non può clonare esseri umani perchè le leggi non lo concedono…nonostante tutto clonano uomini e donne per fini economici e politici nella speranza che le leggi cambino.

Il film è semplicemente geniale…ma mi limito a riportare il discorso del film che mi ha colpito di più: si tratta dell’intervista che i giornalisti fanno a Druker e al Dott. Weir durante una manifestazione di protesta degli estremisti che si battono contro la clonazione.

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Giornalisti: Dott. Weir i dimostranti affermano che la clonazione di organi umani porterà alla clonazione dell’uomo

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Dott Weir: Bhe non solo è illegale, ma siamo lontani dalla capacità tecnica per realizzarlo

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Giornalisti: ma un essere umano fu clonato più di 10 anni fa

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Dott Weir:.. e conosciamo tutti l’esito di quel bizzarro esperimento..se ben ricorda la corte suprema ordinò la distruzione del clone..e credo che in quella circostanza fosse la cosa più umana da fare.

Ha prodotto le leggi contro la clonazione umana riportando la ricerca indietro di parecchi anni.

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Giornalisti :D ott Weir è vero che volete fare abrogare la legge del sesto giorno?

Micheal Druker: Il dott si interessa di medicina non di politica

Giornalisti: Sig Druker i dimostranti sostengono che tiene in piedi la società anche in perdita per ammorbidire l’opinione pubblica sulla clonazione umana

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Micheal Druker: vede…non dovremmo dimenticare che poco tempo fa..non c’erano praticamente più pesci nell’oceano..e che metà della popolazione mondiale rischiava di morire di fame..Noi abbiamo contribuito ad invertire la rotta…ma gli estremisti non vogliono ammettere che preferiscono affamare il mondo..e continuano a prendersela con la clonazione umana

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Giornalisti:secondo lei vanno cambiate le leggi sulla clonazione?

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Druker:supponiamo che un bambino di 10 anni stia morendo in un ospedale di un cancro al cuore…grazie all’opera del Dott Weir noi possiamo slavare quel bambino; nel letto accanto c’è un altro bambino di 10 anni….altrettanto amato dai suoi genitori..solo che lui ha un tumore in operabile al cervello..e il cervello non si può clonare…l’unico modo per salvarlo sarebbe clonarlo per intero…cosa dite al padre di quel bambino..che noi possiamo salvare l’altro ma che la ricerca che avrebbe salvato suo figlio non è andata avanti a causa di una legge approvata da politici di 10 anni fa?

Godetevi la festa…

Alessio Troilo
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